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Cameron: "L'Inghilterra non gira le spalle all'Europa"



"Non stiamo girando le spalle all'Europa ma ci chiediamo come renderla più competitiva". Si è espresso così il premier britannico David Cameron parlando al World Economic Forum di Davos. Ieri Cameron, infatti, aveva suscitato polemiche poiché aveva annunciato l'intenzione di indire un referendum in Gran Bretagna sull'appartenza alla Ue nella prossima legislatura.

"Non abbiamo intenzione di entrare nell'euro", ha precisato oggi il premier inglese tornando sulla controversa questione, ma è quella la sede in cui si prendono le decisioni come quella dell'unione bancaria che hanno conseguenze sul Regno Unito. Cameron ha poi sottolineato di volere un'Europa più "aperta, flessibile e competitiva". Cameron ha, inoltre, indicato di essere "conservatore per quanto riguarda un basso livello di tassazione", aggiungendo: "Ma non sono un conservatore che sostiene che le imprese non devono pagare le tasse. Devono pagare una giusta aliquota". La bassa tassazione favorisce il mercato, ha anche messo in evidenza il premier britannico. Al prossimo G8, ha poi detto, la Gran Bretagna spingerà perché i temi siano commercio, tasse e trasparenza.

Il capo economista del Fondo monetario internazionale, Olivier Blanchard, ai microfoni della Bbc Radio 4, ha spiegato che "il governo del primo ministro britannico David Cameron dovrebbe rivedere e temperare il suo programma di austerità imposto al Paese. "Un processo di consolidamento fiscale più lento" nel Regno Unito potrebbe essere una misura "più opportuna".


Grecia, Lagarde (Fmi): “La soluzione deve essere radicata nella realtà”


In vista dell'incontro con i leader europei, che si terrà martedì 20 novembre in occasione dell'Eurogruppo, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, entra a gamba tesa nella questione greca. 

Un accordo tra i creditori internazionali della Grecia sulla riduzione di debito, ha detto Lagarde, "dovrebbe essere radicato nella realtà e non solo nelle intenzioni". Sarebbe importante, ha aggiunto, raggiungere un'intesa durevole sul debito del paese europeo da mesi ormai sull'orlo del crac per evitare una prolungata incertezza che danneggia l'economia ellenica.

Per fare questo, ha spiegato Lagarde, "bisogna costruire e approvare un programma per la Grecia che sia solido e convincente oggi e sostenibile domani, che sia radicato nella realtà e non basato sulle intenzioni" .

E' intervenuto sulla questione greca anche il premier italiano, Mario Monti, che il 17 novembre ha parlato all'università Bocconi di Milano (dove peraltro è stato duramente contestato da un gruppo di studenti). 

"Sulla Grecia - ha detto Monti - siamo stati troppo esigenti in termini di tempo". Secondo Monti nei confronti della Grecia "si è pretesa in tre anni una rivoluzione etica, sociale e giuridica, una lotta alla corruzione e all'evasione. E' una rivoluzione che però chiede una generazione". "La Grecia dovrà fare di più e ciò che ha fatto è frutto del miglior prodotto che la Germania esporta, cioè l'euro e la cultura della stabilità".

Il 16 novembre il portavoce del commissario Ue agli affari economici Olli Rehn ha fatto sapere che sulla vicenda greca "il lavoro continua a più livelli e in modo costruttivo con i partner della Troika", mentre ci sono "contatti" con i paesi dell'Eurozona per "facilitare" l'intesa sulle questioni ancora aperte sul dossier Grecia, in modo da "arrivare a un accordo globale" martedì 20 all'Eurogruppo straordinario. 

La Grecia, intanto, secondo quanto affermano fonti dell'agenzia del debito greco alla France Press, rimborserà normalmente la scadenza per 5 miliardi di euro di titoli a breve termine grazie ai fondi raccolti nei giorni scorsi in due aste che hanno permesso ad Atene di superare il mancato pagamento della tranche dei fondi Ue-Fmi.